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Mappe del cielo: dalla mitologia all’astronomia*
Scheda
didattica n.2 Costellazioni e mitologia &Contenuti
Il cielo delle mappe stellari è
diviso in 88 aree definite di stelle che prendono il nome di costellazioni.
In realtà le costellazioni sono raggruppamenti di stelle assolutamente
arbitrari, perché le stelle non sono
quasi mai vicine,
anzi a volte sono lontanissime l’una dall’ altra, né hanno alcun rapporto
fisico tra loro.
Esse sono catalogate con un nome
latino e hanno forme e dimensioni diverse. La costellazione più
grande è Hydra, il serpente marino,
dalla forma allungata e sinuosa che occupa una porzione di cielo
circa 19 volte più grande della Croce del Sud, Crux, che è
la più piccola,
presente nell’area del Polo Sud celeste.
Le
figure mitologiche, rappresentate
da gruppi di stelle,
hanno popolato i cieli degli antichi uomini
che attribuivano ad esse i nomi e le forme corrispondenti alle divinità,
eroi o animali significativi
della loro tradizione.
Di tutte le costellazioni quelle ritenute
più importanti erano quelle della fascia dello Zodiaco
dove è visto proiettato il sole dalla terra, nel suo cammino di rivoluzione. Ancora oggi è molto attiva
la fantasia popolare pre-scientifica dell’influenza degli astri e
dei segni zodiacali sulla vita degli uomini che fa la fortuna degli
astrologi inventori di oroscopi. .
La
maggior parte delle costellazioni come ora le conosciamo ci sono state tramandate
dai greci e il testo base è l’Almagesto di Tolomeo del 137 d.C.,
di cui è giunta a noi la copia in greco. In esso sono descritte
le 48 costellazioni dell’emisfero boreale e un migliaio di
stelle. Ricerche storiche
hanno evidenziato come l’origine delle costellazioni in realtà è
ancora più antico ed risale
ai popoli della Mesopotamia del VI sec. A.C. La
suddivisione dello Zodiaco in 12 costellazioni è comune a diversi popoli,
come egizi, babilonesi,persiani e indiani. La
sua testimonianza più antica è “il planisfero di Dendera
“ del 1800 a.C. trovato da un ufficiale di Napoleone tra le rovine del
tempio di Iside a Tentyra e
conservato alla Biblioteca nazionale di Parigi. La
prima mappa stellare conosciuta risale al II Sec.a.C. ed è l’Atlante
Farnese, un globo scolpito portato sulle spalle da Atlante, conservato
al Museo archeologico nazionale di Napoli,
mentre la più antica carta celeste conosciuta è il Planisfero
di Geruvigus del II sec.d.C. che riproduce le costellazioni descritte da
Arato. Dal medioevo in poi le carte celesti dei cartografi si moltiplicarono , spesso con “conflitti” di attribuzione di stelle alle costellazione o con l’invenzione di nuove costellazioni. Il catalogo delle costellazioni si è arricchito con la scoperta del cielo australe, grazie in particolare alle ricognizioni dei navigatori; nel 1750 l’astronomo francese Nicolas Louis de Lacaille osservò per un anno le posizioni di quasi 10.000 stelle e disegnò nuove costellazioni presentando la sua carta celeste all’Accademia reale delle scienze nel 1754. Da allora molti altri si cimentarono nell’invenzione di nuove costellazioni e carte. Per
cui, per porre ordine definitivamente, nel 1930 l’Unione Astronomica
Internazionale, dopo due anni di lavoro di una apposita commissione
insediata a Leida, ufficializzò
i confini esatti e i nomi latini delle 88 costellazioni in cui veniva
suddiviso il cielo stellato. 48
costellazioni furono riprese dalle classiche del cielo boreale e 40
nuove furono individuate nel cielo astrale; le nuove costellazioni del
cielo australe non hanno legami
con la mitologia e dimostrano la poca fantasia dei loro inventori, infatti
sono per lo più strumenti di osservazione e misura come
Microscopio, Sestante, Orologio, Bussola o soggetti vari come
Pittore, Reticolo, Croce del Sud e così via. Il cielo quindi è stato suddiviso in 88 aree che corrispondono alle costellazioni e tutte le stelle di ogni area vengono considerate appartenenti a quella determinata costellazione .
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²Attività Materiali: Mappe stellari con linee guida delle costellazioni . Mappe antiche con rappresentazione di figure mitologiche. Racconti mitologici legati alle costellazioni di diverse culture . ·
Leggere in classe e commentare racconti di diverse culture
legate ad una stessa costellazioni,
come ad es. l’Orsa Maggiore (all.2) . ·
Leggere e commentare miti della tradizione greca legati a
differenti costellazioni. ·
Ripercorrere le principali tappe della condivisione delle
costellazioni e la realizzazione di mappe
stellari analizzando
mappe stellari antiche. (fig2a
Fig.2a Planisfero celeste nord di Albrecht Dürer (1515)da
Bianucci P. Stella per stella Ed.Giunti Firenze 1997 pag. 39
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Analizzare mappe stellari moderne e individuare le aree
appartenenti ad ogni costellazione con le stelle comprese(fig.2b)
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* di Lucia Corbo da Inserto di Scuola e Didattica n.11, 15 febbraio 2003 - Editrice La Scuola- Brescia |